STORIA DI UN GATTO E DEL TOPO CHE DIVENTO' SUO AMICO

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Chi non ricorda "Storia di una gabbianella e del gatto le insegnò a volare"? A sedici anni di distanza dal besteller che ha conquistato il pubblico dei bambini e degli adulti, Sepúlveda torna a scrivere un’altra storia di amicizia fra esseri molto diversi fra loro. Questa volta siamo a Monaco. Max è un ragazzo come tutti gli altri ma ha un amico speciale, il gatto Mix, con cui condivide il suo appartamento. I due sono amici sin dall’infanzia ma, mentre Max cresce e diventa un giovane uomo, Mix invecchia e pian piano perde la vista fino a diventare completamente cieco. Da allora Max stabilisce che tutto in casa deve essere riposto perfettamente in ordine affinché Mix possa muoversi con agilità, senza farsi male. Un giorno, quando il ragazzo è fuori, Mix si accorge che in casa si aggira una presenza, uno strano esserino che ha tutte le sembianze di un topo. Tuttavia, invece di approfittare della debolezza dell’animale per mangiarselo Max decide di lasciarlo libero. Da allora il topo messicano, rinominato Mex, e il gatto dal profilo greco Mix, diventano grandi amici e decidono di condividere le rispettive forze e debolezze. Così, per tutto il tempo trascorso insieme, "Mix vide con gli occhi del suo piccolo amico e Mex fu forte grazie al vigore del suo amico grande. E i due furono felici, perché sapevano che i veri amici condividono il meglio che hanno". Sono passati 16 anni, sono cambiati l’ambientazione e i personaggi, ma l’intento di fondo del nuovo libro di Sepúlveda è rimasto lo stesso: celebrare l’amicizia come valore supremo, perché come dice l’autore, “gli amici sono il nostro più grande rifugio”. Che poi gli animali, dall’alto della loro lealtà siano in grado di trasmettere questo valore meglio degli uomini è un dato di fatto innegabile, ma l’autore non si stanca mai di ripeterlo. Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico è un racconto semplice e spontaneo, così come il pubblico cui è indirizzato: i bambini, ma anche gli adulti-bambini, in grado di cogliere l’essenzialità e la veracità dei rapporti, soprattutto quelli che, dopo un’iniziale diffidenza, si instaurano fra esseri molto diversi e distanti fra loro. Il linguaggio - vuoi perché il periodo di prigionia durante il golpe di Pinochet ha spinto l’autore ad apprezzare la condivisone e la fratellanza, vuoi a causa dell’amore per gli animali in quanto esseri viventi che chiedono solo affetto - è quello diretto, naturale e disambiguante di chi non teme la verità e punta dritto al sodo.