Il Carnevale è uno di quei momenti dell’anno in cui i bambini sembrano brillare di una luce diversa. Maschere, colori, mantelli e cappelli trasformano la quotidianità in uno spazio di possibilità. Ma dietro al gioco e al divertimento, il travestimento ha un valore profondo: è uno strumento di crescita emotiva, cognitiva e sociale.
Travestirsi non è solo “fare finta”. È un modo per raccontarsi, sperimentare e prendere confidenza con il mondo.

 

Uno sguardo dal negozio

Sono Laura, responsabile del negozio Città del Sole di Torino da oltre quindici anni.
In questo periodo, molti genitori entrano in negozio con la stessa domanda: “Perchè a carnevale ci travestiamo? "A cosa serve davvero il travestimento?

La mia risposta nasce dall’osservazione quotidiana dei bambini: quando indossano un costume, non stanno scappando dalla realtà, la stanno esplorando. Il travestimento diventa un linguaggio, soprattutto per chi non ha ancora tutte le parole per esprimersi.

Tra i due e i sette anni, il gioco simbolico è una tappa fondamentale dello sviluppo. È il momento in cui il bambino impara a rappresentare la realtà attraverso il “fare finta”.

Indossare un costume significa provare a essere qualcun altro, ma anche, paradossalmente, capire meglio chi si è. Nel gioco del travestimento il bambino sperimenta ruoli, emozioni, relazioni. Racconta storie, inventa dialoghi, si mette nei panni dell’altro. È così che si sviluppano il linguaggio, l’empatia e la capacità di comprendere il punto di vista altrui.

Dal punto di vista pedagogico, questo tipo di gioco sostiene la costruzione dell’identità e aiuta a dare forma alle emozioni, anche a quelle più difficili da nominare.

 

 

Carnevale: quando il gioco simbolico trova spazio e tempo

Il Carnevale ha una forza particolare perché sospende le regole della normalità. In quei giorni è permesso cambiare ruolo, essere buffi o coraggiosi, esagerare, sorprendere.

Questo clima di libertà rende il Carnevale un terreno fertile per la crescita emotiva e sociale. I bambini si sentono autorizzati a sperimentare, a mostrarsi diversi, a giocare insieme senza paura del giudizio. Il travestimento diventa così un’esperienza condivisa, fatta di storie che nascono spontaneamente e si intrecciano con quelle degli altri.

È uno di quei momenti in cui il gioco non è solo individuale, ma profondamente relazionale.

Spesso si pensa che servano costumi complessi o molto definiti. In realtà, l’esperienza ci insegna il contrario: più il travestimento è aperto, più il gioco diventa ricco.

Un cappello, una sciarpa, un pezzo di stoffa possono trasformarsi in mille personaggi diversi. Oggetti semplici lasciano spazio all’immaginazione e permettono al bambino di decidere chi essere, senza seguire un copione prestabilito.

Creare un piccolo angolo dedicato al travestimento in casa, magari con materiali sempre accessibili, significa offrire al bambino un invito costante al gioco simbolico, non solo a Carnevale ma durante tutto l’anno. Un approccio coerente con la filosofia dei giochi che crescono con il bambino.

 

La scelta del costume come forma di racconto

Osservare quale costume sceglie un bambino può dire molto del suo momento evolutivo. Non in senso rigido o interpretativo, ma come spunto di ascolto. C’è chi cerca la forza di un supereroe, chi la libertà di un animale, chi la magia di mondi immaginari. Ogni scelta è un modo per esplorare desideri, emozioni, bisogni. Guardare queste preferenze con curiosità, senza giudizio, aiuta gli adulti a entrare in relazione con il mondo interiore del bambino.

Il travestimento diventa così una finestra aperta sulla sua immaginazione.

Il ruolo dell’adulto è semplice ma delicato. Non serve dirigere il gioco, né interpretarlo. Serve esserci, con presenza e rispetto.

Lasciare tempo, fare domande aperte, accettare che un bambino voglia essere lo stesso personaggio per giorni o settimane. La ripetizione non è mancanza di fantasia, ma un modo per elaborare ciò che conta.

Quando l’adulto segue il ritmo del bambino, il gioco simbolico diventa uno spazio sicuro di espressione e crescita.

 

I giochi Città del Sole che sostengono il travestimento

Da Città del Sole scegliamo giochi e materiali che non impongono una storia, ma la rendono possibile.
Accessori non legati a un unico personaggio, materiali creativi per costruire costumi, oggetti pensati per il gioco simbolico accompagnano il bambino nel tempo, rispettando la sua autonomia.

Sono strumenti che favoriscono l’invenzione, il racconto e la libertà di essere ogni giorno qualcuno di diverso.

 

Domande frequenti sul travestimento

- Travestirsi può confondere il bambino?
No, il gioco simbolico rafforza la costruzione dell’identità.

- Se vuole sempre lo stesso costume, devo preoccuparmi?
No. La ripetizione è una forma di rassicurazione ed elaborazione.

- Il travestimento è utile anche oltre l’età prescolare?
Sì, continua a sostenere creatività, linguaggio ed empatia.

 

 

 

Voci dal Negozio

A cura di Sara – Città del sole Torino
Da oltre 10 anni accompagno famiglie nella scelta di giochi che rispettano i tempi e le emozioni di ogni bambino.